Filet in tondo
Enza Termine
Benvenuti nel mio mondo...
"La sapienza è cibo e sicura ricchezza dell'anima"
-Leonardo Da Vinci -
Biografia
Mi chiamo Enza Termine, sono una casalinga di 48 anni (madre di 3 figli) e vivo in un paesino in provincia di Palermo.
La mia passione per il filet in tondo nasce nel 2003 in un giorno d'estate, quando, scendendo la scalinata della Cattedrale della ridente isola di Lipari (Isole Eolie - Sicilia), la mia attenzione fu rapita da un albero di fico, sul quale erano poggiati alcuni centri lavorati al filet in tondo.
Incuriosita, mi avvicinai e chiesi alla coppia di vecchietti che li vendeva chi fosse l'artefice di tali manufatti. Con mia grande sorpresa scoprì che si trattava dell'opera del marito, un anziano pescatore ormai in pensione. Osservai con attenzione la particolarità delle geometrie e di quell'intreccio dall'inequivocabile forma circolare; non esitai ad acquistarne uno (ritratto nella foto accanto).
Quel giorno e quell'incontro furono l'inizio di una bella passione: il filet in tondo.
Da allora mi dedicai con sempre maggiore interesse alla ricerca di notizie su quest'arte ormai quasi scomparsa e dimenticata, che chi conosce bene custodisce gelosamente. Grazie all'aiuto di un'amica imparai le regole di base per realizzare il nodo; a questa primordiale conoscenza ho accompagnato nel corso di questi anni una lunga ricerca sul web di riviste e di siti che trattassero il tema (anche se in italiano non c'è molto); l'unica rivista italiana che ho trovato e che mi ha fornito le basi per cominciare a realizzare i miei lavori è la "Rete a Rosoni" di Mani di Fata ed. 1981.
Recentemente mi è stato svelato un modo per ottenere maggiore perfezione.
Il filet in tondo è stata l'occasione per affacciarmi ad una nuova realtà: quella virtuale di internet, che con mia grande sorpresa si è rivelata come una preziosa fonte di conoscenze, reali e concrete.
...dedicato a chi ho conosciuto e a coloro che continuano a condividere con me questa passione.
Enza
La storia..
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Il filet in tondo, anche conosciuto come “Rete a Rosoni” appellativo dato dalla rivista Mani di Fata, “Round Netting” in Inglese, “Rund Filet” in Tedesco, “Filet Noué” in Francese, è una tecnica di lavorazione della rete in tondo che nasce parallelamente allo sviluppo del Filet classico. Uno dei documenti principali a testimonianza di ciò, (da cui sono tratte le immagini 1 e 2) è stato scritto da Thérèse de Dillmont (1884) nella “Encyclopedia of needlework”, che oltre a spiegare le tecniche della rete classica dedica un articolo al Filet in tondo.Altra testimonianza è data dall'immagine 3 (tratta da Modern Priscilla, Christmas and Pilgrim Tercentenary Number, Vol. XXV, No. X, Dec 1920), scaricabile dal sito della Universita' dell'Arizona, che rappresenta un cuscino realizzato unendo le due tecniche, dalla quale si evince che la parte interna è stata realizzata con la tecnica classica, mentre quella esterna è stata lavorata con giri successivi in tondo.Diversamente da quella diagonale (tradizionale) la rete lavorata in tondo è poco conosciuta ed ha origini incerte, si pensa che risalga alle antiche civiltà egizie, come dimostra l'’immagine 4, tratta da Lacis by Carità, Sampson Low, Marston & Co. Ltd., London, 1909, che narra di un esemplare lavorato in tondo ritrovato in una tomba egizia nel periodo romano ( tra il III e il VII sec a.c.).In Sicilia quest'’arte viene gelosamente custodita da pochissimi amatori del filet, che vivono in paesini di mare, dove la lavorazione del Filet in tondo un tempo si intrecciava all’'attività della pesca.La tecnica di esecuzione di tale arte è identica a quella della rete dritta, ma mentre qui si lavora in giri di andata ed in giri di ritorno, nell’'esecuzione del Filet in tondo si lavora sempre girando attorno alle maglie avviate, aumentando e diminuendo a seconda della forma che si vuole eseguire.La rete viene lavorata utilizzando l’'ago modano e delle asticciole di diversa misura, che si adoperano a seconda del centro da realizzare o del filato che si utilizza (Enciclopedia dei lavori femminili, Mani di Fata ).BibliografiaEnciclopedia dei lavori femminili, Mani di Fata, pp. 463 – 467Rivista “La rete a rosoni”, Mani di Fata, 1981“Lacis” by Carità, Sampson Low, Marston & Co. Ltd., London, 1909, pp. 93 - 94, scaricabile dal sito della Universita' dell'Arizona.
Il filet in tondo, anche conosciuto come “Rete a Rosoni” appellativo dato dalla rivista Mani di Fata, “Round Netting” in Inglese, “Rund Filet” in Tedesco, “Filet Noué” in Francese, è una tecnica di lavorazione della rete in tondo che nasce parallelamente allo sviluppo del Filet classico. Uno dei documenti principali a testimonianza di ciò, (da cui sono tratte le immagini 1 e 2) è stato scritto da Thérèse de Dillmont (1884) nella “Encyclopedia of needlework”, che oltre a spiegare le tecniche della rete classica dedica un articolo al Filet in tondo.
Altra testimonianza è data dall'immagine 3 (tratta da Modern Priscilla, Christmas and Pilgrim Tercentenary Number, Vol. XXV, No. X, Dec 1920), scaricabile dal sito della Universita' dell'Arizona, che rappresenta un cuscino realizzato unendo le due tecniche, dalla quale si evince che la parte interna è stata realizzata con la tecnica classica, mentre quella esterna è stata lavorata con giri successivi in tondo.
Diversamente da quella diagonale (tradizionale) la rete lavorata in tondo è poco conosciuta ed ha origini incerte, si pensa che risalga alle antiche civiltà egizie, come dimostra l'’immagine 4, tratta da Lacis by Carità, Sampson Low, Marston & Co. Ltd., London, 1909, che narra di un esemplare lavorato in tondo ritrovato in una tomba egizia nel periodo romano ( tra il III e il VII sec a.c.).
In Sicilia quest'’arte viene gelosamente custodita da pochissimi amatori del filet, che vivono in paesini di mare, dove la lavorazione del Filet in tondo un tempo si intrecciava all’'attività della pesca.
La tecnica di esecuzione di tale arte è identica a quella della rete dritta, ma mentre qui si lavora in giri di andata ed in giri di ritorno, nell’'esecuzione del Filet in tondo si lavora sempre girando attorno alle maglie avviate, aumentando e diminuendo a seconda della forma che si vuole eseguire.
La rete viene lavorata utilizzando l’'ago modano e delle asticciole di diversa misura, che si adoperano a seconda del centro da realizzare o del filato che si utilizza (Enciclopedia dei lavori femminili, Mani di Fata ).
Bibliografia
Enciclopedia dei lavori femminili, Mani di Fata, pp. 463 – 467
Rivista “La rete a rosoni”, Mani di Fata, 1981
“Lacis” by Carità, Sampson Low, Marston & Co. Ltd., London, 1909, pp. 93 - 94, scaricabile dal sito della Universita' dell'Arizona.
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I miei lavori...
I lavori delle amiche e non solo...
Per imparare...
Occorrente:
- Ago Modano;
- Ferro ( dal n. 4 in sù, lunghezza 15-20 cm);
- Filato (Cordonetto);
- Spillo.
Il nodo
Tagliare un filo "ausiliario"(cappio) lungo 60 cm circa e legarlo alla spalliera della sedia con un nodo "catenella" (vedi fig. 1-2);
Riempire il modano;
Legare l'estremità del filo del modano con il cappio facendo un nodo semplice, accavallando due volte (vedi fig. 2a);
Con la mano sinistra prendere il ferro parallelo all'indice e al medio, tenerlo fermo con il pollice, far passare il filo sopra il ferro e in mezzo alle due dita e formare un anello bloccandolo con il pollice, con il filo del modano girare intorno alla mano e infilare il modano tra le due dita di traverso, da sinistra verso destra, dal basso verso l'alto, passandolo dal cappio (vedi fig. 3);
Tirare il filo, e nel frattempo estrarre il medio, alzare il pollice tenendo fermo il più possibile il mignolo, l'indice si posa sul nodo formato sopra l'ago allineandolo al primo nodo (vedi fig. 4-5-6).
Lavorazione in tondo
Prendere il modano, lasciare dall'estremo un filo lungo circa due volte il raggio del centrino, tale filo è chiamato "filo di collegamento" o "filo di timone";
Eseguire nel cappio diversi punti a seconda del centrino da realizzare (vedi fig. 7-8);
Sciogliere il punto catenella (vedi fig. 9) ed estrarre il ferro;
Accavallare le due estremità del cappio facendo in modo che il filo del modano si trovi a sinistra (vedi fig. 10 -11);
Legare il cappio alla spalliera della sedia in modo che il filo superiore vada sopra e il filo inferiore vada sotto (vedi fig. 12);
N.B. Da ora in avanti il centrino ruoterà all'interno del cappio (vedi fig. 13). (Tale modo di eseguire i punti permette di ottenere maggiore precisione nell'esecuzione, non ho trovato riviste e libri che svelano tale segreto, a me è stato insegnato oralmente).
Infilare il ferro nell'ultima e nella prima maglia facendo in modo che il filo del modano si trovi sopra il ferro e il filo di collegamento sotto (vedi fig. 14);
Accavallare due volte il filo del modano con il filo di collegamento, si ottiene il cosiddetto "nodo di collegamento"(vedi fig. 15-16);
In questo modo si è concluso il primo giro.
Eseguire gli altri giri nella stessa maniera (vedi fig. 17).
.....Buon Lavoro....
Date e luoghi
9 - 11 Ottobre 2009 - BergamoPartecipazione alla Mostra-Concorso "Ars Orobiae: Frutti e Colori d'Autunno", nell'ambito della manifestazione Creattiva - Fiera delle arti manuali:II Classificata nella categoria Filet.20 - 27 Settembre 2009 - Ischia (NA)Partecipazione alla Mostra-Concorso "Trine Maxime: Trasparenze di Flora e Fauna Marina", nell'ambito del I Meeting Nazionale di Merletto Ricamo Terapia: I Classificata nella categoria Filet. 28 Giugno - 5 Luglio 2009 - Vittoria (RG)Partecipazione alla Mostra-Concorso "Liberty che passione!" - I Fiera Internazionale del Mediterraneo di Merletti, Ricami, Tessitura, Artigianato Artistico e di Tradizione nell'ambito della Fiera Estate EMAIA: I Classificata nella categoria Filet. Dicembre 2008Partecipazione al Concorso "Sotto l'albero di Natale: ricami e... non solo", bandito dal sito Mani di Donna: II Classificata.9-11 Novembre 2007Partecipazione alla Mostra "“Pizzi, Ricami e Trine"” inaugurata dal Comune di San Giuseppe Jato (PA);
9 - 11 Ottobre 2009 - Bergamo
Partecipazione alla Mostra-Concorso
"Ars Orobiae: Frutti e Colori d'Autunno", nell'ambito della manifestazione Creattiva - Fiera delle arti manuali:
II Classificata nella categoria Filet.
20 - 27 Settembre 2009 - Ischia (NA)
"Trine Maxime: Trasparenze di Flora e Fauna Marina", nell'ambito del I Meeting Nazionale di Merletto Ricamo Terapia:
I Classificata nella categoria Filet.
28 Giugno - 5 Luglio 2009 - Vittoria (RG)
"Liberty che passione!" - I Fiera Internazionale del Mediterraneo di Merletti, Ricami, Tessitura, Artigianato Artistico e di Tradizione nell'ambito della Fiera Estate EMAIA:
Dicembre 2008
Partecipazione al Concorso "Sotto l'albero di Natale: ricami e... non solo", bandito dal sito Mani di Donna:
II Classificata.
9-11 Novembre 2007
Partecipazione alla Mostra "“Pizzi, Ricami e Trine"” inaugurata dal Comune di San Giuseppe Jato (PA);
Liberty che passione!
Sotto l'albero di Natale
Links
Rita Bartholomew: Sito in inglese che spiega la tecnica del Filet in tondo.
Solange Oliveira: Sito brasiliano dedicato alla "Renda Turca",tecnica simile al Filet in tondo.
Tutto Ricamo: Quì troverete tutte le informazioni sulle varie tecniche di ricamo.
Con le mani: La creatività all'opera..di tutto e di più.
Franca: Il Filet di Quarrata
Kumihimo (Lidia): Sito dedicato al "Kumihimo", tecnica di tessitura giapponese.
Angela: Blog tedesco sui lavori a maglia.
Anna: Blog sul tombolo e tanto altro...
Susy: Uncinetto che passione!
Su Nuraghe: Circolo culturale sardo - Biella
Sapori di Nonno Nicola: Vendita online prodotti tipici Siciliani
Zia Antonietta: un'antenata del Filet in tondo
Con mio immenso piacere vi presento la "Zia Antonietta" un'anziana signora, di origini sarde, che vive a Biella e che custodisce, nonostante la sua veneranda età (ha appena compiuto 90 anni), i segreti del filet.Di seguito riporto una breve biografia della stessa, tratta dal sito http://www.sunuraghe.it/node/336#comment-59 ed alcune foto dei suoi capolavori.BiografiaCon il certificato di buona condotta morale rilasciato dal parroco di Bosa, nel 1947, Antonietta Sotgiu parte dalla Sardegna per raggiungere Suor Maria Battistina, al secolo Caterina Sotgiu, una zia che dal 1939 era "Pietatina" di clausura a Biella.Ricamatrice raffinata, Suor Maria Battistina ha confezionato molti arredi e paramenti sacri custoditi nelle chiese biellesi. Nel 1978, alla sua morte, le suore del Cottolengo consegnarono a zia Antonietta il telaio con cui la religiosa riproduceva i filet bosani.Seguendo lo stesso modello, negli anni immediatamente successivi, altre ragazze sole lasceranno l'Isola, per raggiungere Biella e frequentare la Scuola Professionale per Infermiere, gestito dalle Suore del Cottolengo.Antesignana dell'uguaglianza di genere, zia Antonietta, sempre molto attiva, continua la sua costante opera di riscatto femminile con il Corso di Filet, attivato nel mese di novembre presso il Circolo Su Nuraghe.
Con mio immenso piacere vi presento la "Zia Antonietta" un'anziana signora, di origini sarde, che vive a Biella e che custodisce, nonostante la sua veneranda età (ha appena compiuto 90 anni), i segreti del filet.
Di seguito riporto una breve biografia della stessa, tratta dal sito http://www.sunuraghe.it/node/336#comment-59 ed alcune foto dei suoi capolavori.
Con il certificato di buona condotta morale rilasciato dal parroco di Bosa, nel 1947, Antonietta Sotgiu parte dalla Sardegna per raggiungere Suor Maria Battistina, al secolo Caterina Sotgiu, una zia che dal 1939 era "Pietatina" di clausura a Biella.
Ricamatrice raffinata, Suor Maria Battistina ha confezionato molti arredi e paramenti sacri custoditi nelle chiese biellesi. Nel 1978, alla sua morte, le suore del Cottolengo consegnarono a zia Antonietta il telaio con cui la religiosa riproduceva i filet bosani.
Seguendo lo stesso modello, negli anni immediatamente successivi, altre ragazze sole lasceranno l'Isola, per raggiungere Biella e frequentare la Scuola Professionale per Infermiere, gestito dalle Suore del Cottolengo.
Antesignana dell'uguaglianza di genere, zia Antonietta, sempre molto attiva, continua la sua costante opera di riscatto femminile con il Corso di Filet, attivato nel mese di novembre presso il Circolo Su Nuraghe.
Credits:
Il sito e le foto sono stati realizzati da:
Marina Ciulla
Toni Palazzolo
e-mail to:
marina.ciulla_gmail.com
tonypl_tiscali.it
(Ver. 1.0 - 15 Agosto '09)
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